Cos’è VOLUNIA e cosa ci porterà???

Pubblicato: dicembre 4, 2011 in News

Volunia è la nuova idea di Massimo Marchiori il creatore dell’attuale hyper search di google e del PageRank. Ma non solo, ha ideato gli standard per la sicurezza del web e standard per il W3C. E’ attualmente professore all’università di Padova.

Dopo 3 anni di ricerca e studi sta per far nascera la sua nuova creatura: VOLUNIA.

Una nuova esperienza di visitre il web.

Merchiori ha detto che non avrebbe mai avviato un progetto del genere se non fosse stato veramente utile e geniale.

Ma cos’e’ Volunia???

Ci sono poche informazioni che girano ma certo è che sarà un prodotto tutto Italiano e appoggiato su server italiani, “gli stessi” che sono a disposizione del CERN.

Ora domando a Voi:

Cosa può dare di più VOLUNIA che google non faccia??

Come può essere un esperienza migliore???

Attendo le risposte…..

Ciaoooo

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Oggi prleremo di un plug-in Jquery da me ideato.

Si tratta di una slideshow di immagini di fondo ai nostri siti.

Per il momento gli unici parametri configurabili sono il tempo di permanenza delle immagini e il loro fade di ingresso.

Il tutto è molto semplice.

Poche mosse ed è tutto pronto.

Scaricate Jquery 1.4.2 o superiore , il foglio di stile (CSS) e lo script (javascript) di fadebackground (link in fondo).

Inserite il tutto all’interno del tag head della vostra masterPage in questo modo:


<head>
<title></title>
<script src="scripts/jquery-1.4.2.min.js" type="text/javascript"></script>
<script src="scripts/fadeBackground.js" type="text/javascript"></script>
<link href="css/fadebackground.css" rel="stylesheet" type="text/css" />
</head>

Benissimo ora siamo pronti a posizionare le immagini.

Immettiamo subito dopo il tag body un tag DIV con le immagini nel seguente modo:


<div id="bgFader"><img src="immagini/rotazione/panorama.jpg" alt="" />
<img src="immagini/rotazione/panorama-piazzola.jpg" alt="" />
<img src="immagini/rotazione/pescatori.jpg" alt="" />
<img src="immagini/rotazione/piazzola.jpg" alt="" />
<img src="immagini/rotazione/solarium.jpg" alt="" />
</div>

Si faccia particolare attenzione all’ID del tag DIV. DEVE ESSERE SCRITTO COME IN ESEMPIO

Benissimo.

Ora sempre all’interno della nostra pagina master dobbiamo identificare il contenitore base.

Per una msterpage aspx il contenitore sarà identificato da una cosa del genere:


<div id="content"  >
<asp:ContentPlaceHolder ID="ContentPlaceHolder1" runat="server">
</asp:ContentPlaceHolder>
</div>

Ecco. Noi dobbiamo identificare il tag DIV contenitore del ContentPlaceHolder con l’ID content.

Ultimo passo e avviare lo script.

Come?

Semplice.

A fine masterpage inserite lo script cosi come segue:


<script>
fadebackground.init();

</script>

Dopo ciò abbiamo finito il vostro fade dovrebbe partire senza alcun problema.

Come sopra anticipato si possono cofigurare, er l momento, solo 2 parametri:

time – tempo di permanenza

fade – tempo di ingresso dell’immagine

Di default il tempo di permanenza è di 5 secondi e quello di fade e 3 secondi ma cambiabile a piacmento.

esempio di codice:


<script>
fadebackground.init({
fadeIn: 5000,
time:15000
});
</script>

Con questo esempio abbiamo impostato un tmo di permanenza delle foto  a 15 secondi e un fade di 5.

Spero di essere stato abbastanza chiaro nell’esprimermi.

Per qualsiasi chiarimento sono qui.

Saluti.

Link dowload JQUERY

Link download CSS fadeBackground

Link download Script fadeBackground

La sezione BUG e MIGLIORAMENTI è qui per dargli maggiore visibilità

Allora cominciamo con le modifiche:

E stato aggiornato un BUG sulla trasparenza del DIV MASTER. Scaricate il nuovo file


Buongiorno,

oggi sono qui a presentarvi un nuovo plugin JQuery: SLIDING.

SLIDING è un plugin che vi permette di creare uno splendido effetto movimento per il vostro sito.

In pratica si è pensato di creare un vero e proprio menu grande quanto tutto la pagina(questa la mia idea) ma ovviamente lui si regola in base al suo contenitore.

Nel caso in cui il contenitore non abbia un altezza impostata, SLIDING prenderà l’altezza della finestra del browser come impostazione base.

Infatti il plugin è auto regolabile in base alle dimensioni di risoluzione.

Scaricate la demo in fondo alla pagina prima di continuare a leggere.

Per questo plugin è stata utilizzara la versione 1.7 di Jquery scaricabile dal sito stesso di Jquery 🙂 .

Allora cominciamo.

Per prima cosa aprimo la nostra bella pagina HTML/ASP/ASPX/PHP ec…….

Andiamo ad inserire all’interno dell’head in nostri file JS di jquery e quello del plugin SLIDING.

In più aggiungiamo il CSS del plugin SLIDING.

In tutto ci dovremmo trovare in questa situazione:

<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
<head runat="server">
<title></title>
  <link href="css/sliding.css" rel="stylesheet" type="text/css" />
  <script src="scripts/jquery-1.7.min.js" type="text/javascript"></script>
  <script src="scripts/sliding.js" type="text/javascript"></script>
</head>
<body>
<form id="form1" ">

</form>
</body>
</html>

Dopo di che andiamo a inserire il codice HTML necessario al funzionamento del plugin:

<div>
  <div class='piccoli'></div>
  <div class='piccoli'></div>
  <div class='piccoli'></div>
  <div class='piccoli'></div>
  <div id="master">
  </div>
</div>

Spieghiamo:ogni DIV con classe PICCOLO rappresenta l’unita cliccabile di piccole dimensioni, mentre il DIV MASTER rappresenta il contenitore del contenuto.

Bisogna guardare la DEMO per capirne bene il funzionamento e le specifiche.

Continuiamo:

Ora non resta che avviare il nostro script subito dopo il caricamento dell’intera pagina in questo modo:


<script>
$(document).ready(function () {
sliding.init();
});
</script>

Solo creando e impostando queste piccole cose il plugin funziona correttamente, ma ci sonoun po di parametri che e possibile impostare:

  • time (ms)  :  numerico – imposta il tempo di spostamento degli element. Di default è impostato a 1500 ms
  • childrenHover :  0/1 – setta o meno l’effetto del passaggio sui DIV con classe PICCOLI. Di default = 1
  • segnaPosto : 0/1 – setta o meno l’effetto di elemento DIV selezionato
  • segnaPostoHTML : stringa – HTML da passare per impostare il segnaposto. Necessario segnaPosto=1.  Di default = <div></div> in modalità trasparente bianco
  • classPiccoli : stringa – classe assegna ai DIV PICCOLI se impostate una classe diversa da”piccoli”.Di default ovviamente è “piccoli”
  • IDmaster : stringa – ID del DIV MASTER se gli assegnate un’ID diverso da “master”. Di default ovviamente è “master”
  • marginElement (px) : numerico – setta la spaziatura tra tutti i DIV nel contesto.
  • diffHeight (px) : numerico – setta una spaziatura in altezza per rimpicciolire le dimensioni del plugin.
  • piccoliWidth : stringa – setta la dimensione dei DIV PICCOLI. si può inpostare in qualsiasi unità o percentuale.

Potete scaricare tutti gli script con una pagina di esempio QUI

Se avente miglioire da comunicare o critiche , sono qui ad aspettare

Ciaooooo

Salve a tutti,

oggi parleremo dei proxy aziendali.

I proxy aziendali al loro interno hanno delle politiche che bloccano l’accesso ad alcuni siti esterni come facebook, youtube, ecc…

Come possiamo aggirare tale ostacolo????

Tralasciando il fatto di utilizzare siti di anonimato, che di solito vengono bloccati dal proxy aziendale, possiamo trovare una solutione almeno per utilizzare youtube.

Youtube è il piu grnade portale di sharing video.

Ogni video contiene un url a se stante.

Per riuscire a vedere questi video, nel nostro caso a scaricare, tramite il proxy aziendale ci corre in aiuto un bel sito chiamato : FILE2HD.

Questo sito ci chiede un parametro in ingresso che sarà URL del video,nel nostro caso, comprensivo di http:// iniziale.

Ci chiede di aderire alle sue condizioni ed ecco il risutato.

Una lista di tutti i video, canzoni o immaggini presenti nel link.

Inoltre tutte queste belle cose si possono filtrare tramite i settaggi all’interno di file2hd.

Ovviamente questa tecnica può essere usata anche a casanel caso in cui volessimo scaricare un video da youtube o altro sito simile.

E ora….divertitevi

Saluti

Per chi oggi ha 40 anni, Commodore 64 è un nome che provoca una piccola lacrima di nostalgia: innovativo sotto molti punti di vista, questo computer ha debuttato nel 1982 e ha ottenuto un successo enorme in tutto il mondo. Evoluzione del precedente Commodore VIC-20 e destinato a essere poi soppiantato dal più evoluto Amiga, è stato per anni il personal computer di riferimento per i videogiochi.
A distanza di quasi 30 anni, il marchio è stato recuperato e un nuovo Commodore 64 è pronto a debuttare. Quello che la gioia di tutti i nostalgici è che questo dispositivo usa una scossa pressoché identica a quella originale, con il computer completamente integrato all’interno della grossa tastiera grigia. Al suo interno però batte un cuore moderno: il processore è un Intel Atom D525 a 1,8 GHz, supportato dal sistema grafico Nvidia ION2 e da 2 GB di memoria, espandibile a 4 GB. Sarà disponibile in cinque modelli diversi, che vanno dal solo case esterno, per chi vuole assemblare da solo il proprio computer, fino alla versione Ultimate, che integra lettore Blu-ray, Wi-Fi e disco fisso da 1 TB.Rinnovata naturalmente anche la dotazione di collegamenti: 4 USB 2.0, HDMI, DVI-D, VGA, PS2 per il mouse e uscita audio analogica e digitale.

Commodore_64_euronics02

Considerate le caratteristiche tecniche, il nuovo Commodore 64 si presenta come un perfetto media center, da tenere in salotto collegato al televisore HD e da sfruttare come riproduttore di audio e video. Certo, il design particolare potrebbe non piacere a tutti, ma per chi ricorda il vecchio Commodore 64 sarà un vero tocco di classe. In alternativa, volendo personalizzare la configurazione, è possibile sfruttare il case per creare una macchina da gioco che ha poco da invidiare alle moderne console.
Di base il nuovo Commodore 64 viene venduto con installato Linux Ubuntu, ma supporta anche Windows. Inoltre sarà a breve disponibile una versione ottimizzata di Commodore OS 1.0, il sistema operativo originale, che potrà essere utilizzato esattamente come 30 anni fa, insieme a una collezione di videogiochi d’epoca. Chi acquista subito il Commodore 64 riceverà gratuitamente queste aggiunte appena saranno disponibili. Non si sa ancora se verrà distribuito direttamente in Italia e tramite quali canali.

Per visualizzare il sito dove acquistare e per vedere gli altri modelli in vendita clicca QUI

fonte: euronics.it

Non si sta parlando solo di una idea stramba, ma di un prototipo già esistente che verrà presentato ufficialmente la prossima settimana e che vedrà con buona probabilità, perlomeno secondo l’opinione degli sviluppatori, la commercializzazione anche se non nell’immediato futuro. Si tratta di PaperPhone, il cui nome già la dice lunga. Uno smartphone sottile, molto sottile, quasi come un foglio di carta, basato sulla stessa tecnologia impiegata per i display degli ebook.

Premesse interessanti e particolari, dunque, per uno smartphone che probabilmente punta a rivoluzionare il concetto stesso di utilizzabilità. Roel Vertegaal, direttore del Queen’s University Human Media Lab. e sviluppatore di PaperPhone, ha dichiarato che il device lavora, nella sostanza, proprio come se si trattasse di un piccolo foglio di carta e che, tra qualche anno, potrebbe diventare uno standard del settore delle comunicazioni. Equipaggiato con un display da 9.5 centimetri di diagonale, permette di fare chiamate, scorrere la lista dei contatti, selezionare e riprodurre brani musicali.

Insomma, la consuetudine per uno smartphone classico ma supportata da una tecnologia specifica. PaperPhone, infatti, è costituito da due strati duttili di cui il primo è rappresentato da un display basato su tecnologia e-ink mentre l’altro da un ordinario circuito stampato. Entrambi questi componenti sono flessibili e dispongono di diversi sensori per comprendere l’interazione con l’utente. Ovviamente è presente uno specifico software necessario per collegare le gesture dell’utente stesso con la specifica funzionalità richiesta.

Soltanto a titolo di esempio, piegando un angolo del device, si ottiene lo scorrimento della lista contatti. PaperPhone verrà presentato ufficialmente il prossimo 10 maggio in occasione della conferenza dell’Association for Computing Machinery’s Computer Human Interaction a Vancouver, in Canada. In attesa di questo evento dal quale scopriremo senz’altro qualcosa di più riguardo PaperPhone, vi lasciamo in compagnia di un video molto particolare.

fonte: notebook italia

Nell’articolo in cui vi abbiamo parlato del MacBook Pro, abbiamo accennato alla presenza della tecnologia Thunderbolt. Apple, infatti, sarà uno dei primi produttori a livello mondiale ad implementare la nuova soluzione del chipmaker californiano nei MacBook Pro 13, 15 e 17 di ultima generazione. Con questo articolo vogliamo scoprire qualche dettaglio in più. Thunderbolt nasce da un progetto di Intel e prevede la possibilità di trasmettere dati e segnale audio/video sfruttando un unico cavo che provvederà anche a ricaricare i dispositivi.

Intel Thunderbolt

Le prestazioni che tale tecnologia sarebbe in grado di raggiungere sono davvero allettanti. Si parla di connessioni bidirezionali ad alta velocità da 10 Gbps. Dunque, il punto chiave della nuova tecnologia messa a punto da Intel consiste proprio nella possibilità di trasportare, attraverso un unico cavo i dati ed il segnale derivante da display in alta definizione. In tale prospettiva, è possibile trasferire un film HD in circa 30 secondi. Questo risultato la dice lunga sul grado di versatilità offerto da Thunderbolt la cui versione base è nota ai più con il nome Light Peak.

Intel Thunderbolt

Il più rapido trasferimento di contenuti multimediali rende l’uso di un device una operazione meno stressante. Thunderbolt combina le tecnologie DisplayPort e PCI Express per ottenere anche la gestione di risoluzioni maggiori alla FullHD (1.920 x 1.080 pixel) e la gestione multi-device. In tal modo, con un singolo connettore, sarà possibile collegare diversi dispositivi contemporaneamente a cascata, annullando di fatto gli inutili cavi sparsi sulla scrivania e sul pavimento.

Intel Thunderbolt

Di tale tecnologia beneficeranno soprattutto i professionisti del settore audio/video che avranno la possibilità di utilizzare diversi device al fine di ottenere il risultato desiderato. Ma Thunderbolt non termina qui i suoi orizzonti d’uso. Un’altra applicazione senza dubbio interessante potrebbe essere quella delle copie di backup del sistema, adesso realizzabili in tempi davvero ridotti. Attualmente, i dispositivi in grado di sfruttare le prestazioni offerte dalla nuova tecnologia Intel sono davvero pochi ma è lecito attendersi che, nel corso dei prossimi mesi, gli scaffali si popoleranno di nuovi prodotti compatibili con Thunderbolt.

 

fonte:http://notebookitalia.it

Tra i filmati futuribili che inneggiano all’ecologia non è raro scorgere mezzi di trasporto che non inquinano, in particolare che funzionano a elettricità o acqua.

Il mito dell’auto ad acqua è ricorrente con una frequenza di due o tre volte l’anno e invariabilmente si dimostra come tale, cioé ben poco reale.

In verità potrebbe essere sì reale ma non realizzabile, almeno secondo i normali criteri di valutazione di qualsiasi azienda, ovvero costi- benefici non solo finanziari ma anche ecologici.

L’auto ad acqua recentemente presentata da Ivan Jakobovic in una trasmissione televisiva croata sfutta il gas idrogeno estratto dall’acqua e quindi convogliato in un motore a scoppio: al posto della benzina e dei gas di scarico, il motore usa l’idrogeno ed emette vapore acqueo.

Tuttavia occorre ricordare che, fatti i conti, l’elettricità necessaria e estrarre l’idrogeno potrebbe essere più inquinante di un motore a scoppio tradizionale equivalente; inoltre l’idrogeno è un gas estremamente pericoloso, basti ricordare l’esplosione del dirigibile tedesco Hindenburg il cui rogo segnò la tragica fine delle aeronavi.

Per produrre l’idrogeno, Ivan Jakobovic cita un fantomatico procedimento chiamato “idrolisi di Tesla” e qui la storia si fa interessante. Nikola Tesla, di nazionalità serbo-croata, è entrato nel mito per alcune incredibili scoperte, tra cui il motore a induzione e l’impiego della corrente alternata. La genialità di Tesla è riconosciuta da aziende modernissime che tutt’oggi sperimentano le sue scoperte, come Toyota e la “batteria di Tesla“, un sistema a celle di combustibile basate su idrogeno, sicuro e ad alta efficienza.

Se davvero il novello inventore Ivan Jakobovic sfrutta questa scoperta, probabilmente il suo sistema risulterà molto efficiente ma pur sempre pericoloso, in quanto basato sull’esplosione del gas idrogeno.

In ogni caso, al momento si possono solo effettuare congetture, in quanto si sa ben poco della tecnologia effettivamente usata per l’auto ad acqua minerale

fonte: virgilio.it



Samsung Galaxy S2 è il nuovo smartphone con sistema operativo Android che tutti attendono per il 13 febbraio 2011 prossimo quando a Barcellona sarà ufficialmente svelato alla stampa. Noi ci saremo e scopriremo subito se le ultime indiscrezioni sono affidabili o solo fuffa. Sembra infatti che il nuovo Galaxy S2 possa montare uno schermo Super AMOLED Plus con una diagonale da 4.5 pollici, una dimensione gigantesca che però in casa è già stata azzardata con un modello in programma per gli USA. Diamo un’occhiata alle ultime voci che riguardano il nuovo cellulare intelligente dei sudcoreani.Samsung Galaxy S2 monterà sistema operativo Android 2.3 Gingerbread e uno schermo forse grande quanto quello di Samsung Infuse 4G ossia con diagonale da 4.5 pollici e di natura Super AMOLED Plus per una visibilità massima e confortevole anche con forte luce solare contro.
 
Sarà ufficializzato al MWC 2011 di Barcellona, più precisamente il 13 febbraio, Samsung Galaxy S2 che dovrebbe includere anche un processore dual-core, GPS, Wi-Fi, Bluetooth, fotocamera da 8 megapixel con videorecording Full HD e accesso al Market.

La detenzione senza licenza o di licenze scadute di programmi commerciali per computer, riconducibili alla Microsoft ed alle altre big del software, non è reato. In particolare non si è colpevoli di abusiva detenzione di file sprovvisti di licenza d’uso, anche se all’interno dei pc vengono trovati i dispositivi di aggiramento tecnologico in grado di far funzionare i software senza licenza, quelli che in gergo vengono chiamati “crack”. A stabilirlo è stato il tribunale di Roma che ha assolto un imprenditore trovato in possesso di 270 programmi di tutte le più rinomate aziende, tra le quali la stessa Microsoft ma anche Adobe, Macromedia, Symantec, o altri, sprovvisti di licenza, distribuiti su 103 computer tra cui server sui quali i software venivano messi in condivisione a beneficio di tutti i dipendenti della società. Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito, difensore dell’imprenditore ha spiegato: “E’ stato ribadito un principio importante, ovvero che la colpevolezza di un imputato non può essere presunta ma deve essere provata senza alcun dubbio e che nell’ambito della detenzione dei software ciò che conta è l’uso che se ne faccia dello stesso software, in questo caso un uso no-profit e non il semplice aspetto commerciale della detenzione o meno di una licenza, ancorchè scaduta”. Nel particolare, secondo quanto emerso dal processo, i softwares venivano utilizzati nel settore della formazione, dunque in un contesto non commerciale, da una società che era riconosciuta come laboratorio di ricerca accreditato dal ministero dell’università. Fra i corsi erogati alcuni riguardavano, tra l’altro, l’educazione alla legalità nel settore della proprietà industriale. Nav-Dmo-San