Nexus S, smartphone spaziale

Pubblicato: dicembre 21, 2010 in Telefonia
Tag:, ,

Il nuovo smartphone di Google ha superato la prova: inserito in un contenitore per birre, dotato di sensori e appeso a un pallone ad elio, è riuscito a funzionare e tornare a terra sano e salvo. “La tecnologia è forte abbastanza. Forse verrà usata per la costruzione di satelliti”

17 dicembre 2010 di Giulia Belardelli

Nexus S , il nuovo smartphone progettato da Google e realizzato da Samsung, ha fatto il suo primo viaggio ai margini dello spazio, a circa 32.000 metri da terra. Il dispositivo, alla vigilia del suo esordio sul mercato statunitense e britannico, è stato protagonista di un originale esperimento, condotto nella Central Valley californiana da un gruppo di ingegneri di Mountain View e studenti della University of California – Santa Cruz.
Sette di questi smartphone sono stati inseriti in altrettanti refrigeratori per birra, appesi a grandi palloni ad elio. I contenitori termici avevano un lato-finestra, a cui sono stati fissati i dispositivi con la fotocamera rivolta verso il panorama. I telefoni sono stati dotati anche di una serie di sensori permisurare dati accelerometrici e giroscopici: valori che serviranno a Mountain View per valutare le prestazioni del nuovo smartphone anche ad altitudini e temperature estreme. Di più: durante il viaggio, sul nuovo sistema operativo, il famigerato Android 2.3 Gingerbread, sono state lanciate alcune applicazioni tra cui SkyMaps, un programma di realtà aumentata che consente di vedere sullo schermo quali stelle apparirebbero in un determinato punto del cielo.
Per garantire il recupero dopo il lancio, nelle scatole sono stati inseriti anche dei dispositivi GPS, dei trasmettitori radio e un’antenna che avrebbero inviato in diretta le coordinate di posizione e altitudine dei Nexus S. A questo punto i palloni sono stati lasciati liberi di volare: in meno di tre ore hanno raggiunto quota 32.000 metri, per poi iniziare a scoppiare uno ad uno. La discesa è stata resa più soft grazie a dei paracadute incorporati e dopo circa 20-30 minuti, sei contenitori avevano toccato il suolo, del settimo per ora nessuna traccia.

Tutti i telefoni recuperati erano sani e salvi, le applicazioni avevano funzionato correttamente e le fotocamere avevano scattato bellissime fotografie della superficie terrestre e del profilo del nostro pianeta. Ora gli ingegneri di Google stanno lavorando sugli altri dati collezionati durante l’esperimento. A cosa serviranno? Per ora si tratta solo di un’idea, ma per Nexus S lo spazio potrebbe diventare una location frequente. Come ha confidato al New Scientist Zi Wang, product manager del nuovo smartphone, l’azienda è già in contatto con un produttore britannico di satelliti per la costruzione di un dispositivo orbitante commerciale basato proprio sulla tecnologia di Nexus S. “ Il telefono è sufficientemente potente”, ha concluso soddisfatto Wang.

fonte: wired.it

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...